la nuora e la suocera
Il canto popolare che segue e che rientra nell’ambito delle tradizioni popolari siciliane è stato raccolto dal Pitrè ed è molto indicativo per chi è interessato a saperne di più sui modi di pensare delle classi popolari. Esso ci offre un vero e proprio quadro dei rapporti che intercorrono tra nuora e suocera, visti e riproposti secondo archetipi che si presentano come situazioni molto chiarificatrici della vita quotidiana e della mentalità.
La nuora, ormai prossima al matrimonio, dichiara di voler usufruire ancora per un po’ della libertà e della voglia di cantare, perché, una volta sposata non potrà più farlo, visto che sarà continuamente sottoposta al giudizio e all’ostilità della suocera. Non sapendo che rimedio adottare, si rivolge alla morte, sperando che essa possa aiutarla ad allontanare da lei la suocera vecchia e detestata.
Vogghiu cantari mentri sugnu schetta
ca quannu mi maritu po’ mi passa;
cummattu cu me soggira la vecchia
c’ogni parola lu cori m’attassa;
cci dugnu cosi duci e nun l’accetta,
la vaju pri vasari e idda s’arrassa
com’haju a fari cu sta ‘strema vecchia?
Morti, levala tu sta mala razza.
La versione in italiano del canto:
Voglio cantare mentre sono ancora nubile
perché quando mi sposerò mi passerà la voglia di cantare;
dovrò avere a che fare con la mia vecchia suocera
che mi opprimerà il cuore con ogni parola;
le faccio dolci regali e non li accetta,
mi appresto a baciarla ed ella si discosta;
come devo fare con questa vecchia?
Morte, toglila di mezzo tu questa cattiva razza.